Il giudice Deodato: un nuovo "omofobo" al centro della gogna mediatica

Continuano a susseguirsi preoccupanti casi di pubbliche accusa di omofobia a persone che semplicemente stanno esprimendo la loro libertà di parola e di credo. Ma il caso di settimana scorsa ha ancora più dell’incredibile.

Ricordate Ignazio Marino e altri sindaci che come lui avevano pubblicamente trascritto nei registri comunali i “matrimoni” omosessuali contratti all’estero? Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che ha affermato definitivamente l’illegittimità di questo atto.

«il matrimonio celebrato (all’estero) tra persone dello stesso sesso […] risulta sprovvisto di un elemento essenziale (nella specie la diversità di sesso dei nubendi) ai fini della sua idoneità a produrre effetti giuridici nel nostro ordinamento. […] il corretto esercizio della (propria) potestà impedisce all’ufficiale dello stato civile la trascrizione di matrimoni omosessuali celebrati all’estero».

Le associazioni LGBT, incitate da alcuni quotidiani (“La Repubblica” in testa) hanno scatenato una vera e propria gogna mediatica nei confronti del giudice relatore della legge, Carlo Deodato, uno dei cinque giudici che hanno emesso la pronuncia.

La sua colpa? Sul suo profilo twitter si definisce “Giurista, cattolico, sposato e padre di due figli” e condivide articoli di alcuni giornali come “La Nuova Bussola Quotidiana” e “Tempi” sull’avanzata del gender e l’azione delle Sentinelle in Piedi. Tanto basta per bollarlo di “omofobia” e terzietà nel giudizio e sbatterlo sulle pagine di tutti i giornali.

Deodato, insieme agli altri giudici, è stato semplicemente fedele nell’applicazione della norma vigente in Italia che prevede che per esserci matrimonio è necessaria la diversità di sesso dei nubendi. Quello dei sindaci non è un atto nullo, ma addirittura “inesistente”. Quindi, aggiungiamo noi, puramente ideologico.

SOS Ragazzi esprime il suo più caloroso sostegno al giudice Carlo Deodato che sta pagando di persona le conseguenze del definirsi pubblicamente “cattolico” in pubblico e auspichiamo che i Sindaci smettano di usare la loro posizione per portare avanti una battaglia puramente ideologica e politica e – ora è nero su bianco – contraria alla legge italiana.

Casi come questi ci fanno temere per un progressivo crescendo di questa “persecuzione silenziosa” che prevede una vera e propria una gogna mediatica nei confronti di chi si definisce cattolico e agisce coerentemente al proprio credo. Invitiamo tutti i nostri sostenitori a unirsi con noi nella preghiera perché i cattolici continuino senza paura a testimoniare la propria fede e diffondere questa notiziaperchè tutti siano al corrente di quanto sta avvevnendo in Italia contro la libertà di pensiero e credo religioso.

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