#restiamoliberi contro la dittatura LGBT

A luglio il disegno di legge sull’omofobia, che porta la prima firma del deputato del Pd Alessandro Zan, approderà in Aula a Montecitorio. Se questa norma venisse approvata, in pratica non vi sarebbe più la libertà di poter sostenere che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà, che il matrimonio è solo tra uomo e donna e che l’omosessualità non è una condotta salutare. E per chi venisse ritenuto colpevole del reato di omotransfobia, sarebbe previsto il carcere fino a un anno e mezzo e multe fino a 6mila euro, ma anche l’obbligo di svolgere attività non retribuite per finalità sociali o di pubblica utilità.

Proprio per questo l’11 luglio a Roma e in altre 100 piazze italiane si manifesterà per chiedere ai deputati di bocciare il ddl Zan, nel contesto della campagna #restiamoliberi. Si scenderà in piazza «per difendere la libertà di coscienza, la libertà di espressione, la libertà di educazione, di associazione e di stampa» minati da un testo di legge che – spiegano i promotori della campagna #restiamoliberi – vuole istituire «un nuovo reato, quello di omofobia appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che promuovono il diritto naturale di ogni bambino ad avare un padre e una madre o, più semplicemente, che si riconoscono nel principio dell’identità sessuata biologica e non in quello della variegata identità di genere che, basandosi sull’auto percezione, comprende oltre 50 definizioni».

Cookies Policy

EU e-Privacy Directive

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.