Ddl Cirinnà: una pagina triste della nostra storia recente

Nella giornata di giovedì 25 febbraio, con l’approvazione del ddl Cirinnà sulle cosiddette “unioni civili”, è stata scritta una delle pagine più tristi della nostra storia recente.
Per prima cosa, per i contenuti di questo ddl che di fatto istituisce in Italia il matrimonio omosessuale, assegnando alle coppie omosessuali unite civilmente diritti e doveri molto vicini a quelli del matrimonio. Anche se la legge è stata approvata con un maxiemendamento che nasconde i riferimenti costituzionali al matrimonio, basta scorrere il testo per vedere che l’impianto è ancora sostanzialmente quello del ddl Cirinnà, cioè un simil-matrimonio con un nome diverso. Nel nuovo testo non compare più la stepchild adoption, ma viene lasciata la porta aperta per l’intervento della magistratura, senza contare che alcuni senatori si sono detti decisi a introdurla con un ddl ad hoc.

Ancora più triste è il modo profondamente antidemocratico con cui questa legge è stata imposta agli italiani. Il ddl, in palese violazione alla Costituzione, non è mai stato discusso nella competente commissione parlamentare, il dibattito è stato strozzato e tutto è stato deciso da un voto di fiducia, cosa inaudita per un provvedimento che riguarda una sfera così delicata come quella famigliare. Questi atteggiamenti antidemocratici resteranno a lungo nella memoria degli italiani.

L’approvazione della legge, passata con 173 voti favorevoli, ha visto consumarsi un vero e proprio tradimento del popolo del Family Day da parte di quelle stesse forze politiche che si dicevano pronte a difenderne le istanze. Dal popolo della famiglia si era levato un chiaro “no” al ddl Cirinnà senza se e senza ma. Il Ministro Alfano aveva espressamente appoggiato le istanze del Family Day e pur potendo fermare questa legge paventando l’uscita del suo partito dalla maggioranza, ha preferito aiutare il PD ad approvare questa legge, in cambio delle modifiche di cui abbiamo parlato prima. Decisivi per l’approvazione di questo simil-matrimonio sono stati dunque i voti di NCD e di ALA di Denis Verdini che hanno di fatto salvato il Governo e le loro poltrone. Un vero e proprio tradimento di cui il popolo della famiglia si ricorderà alle prossime elezioni.
Incredibile che questa legge sia stata fortemente voluta e votata da politici che si definiscono cattolici a partire dallo stesso premier Matteo Renzi e che hanno provato a giustificare la propria condotta proprio appellandosi ai valori cristiani, in barba alle limpide indicazioni espresse nel documento del 2003 firmato da Joseph Ratzinger e controfirmato da San Giovanni Paolo II.

E qui tocchiamo l’aspetto forse più triste di tutta la faccenda: il silenzio enigmatico, diremo apocalittico, di una parte del mondo cattolico sia laicale che ecclesiale che ha lasciato nello sconcerto e nel rammarico molti fedeli.
Il popolo della famiglia non mancherà di ricordarsi dei parlamentari sedicenti cattolici che hanno usato i valori cristiani per farsi eleggere salvo poi tradirli per poter salvare la propria poltrona. Che grave responsabilità di fronte a Dio e alla storia!

Alle prossime elezioni SOS Ragazzi avrà grande cura di segnalare ai nostri sostenitori tutti i parlamentari che si sono resi complici dell’approvazione di questa legge che snatura la famiglia, cellula base della società, affinché non possano più prendere in giro gli elettori.
Un grazie sincero va invece a quei politici che si sono battuti con chiarezza contro l’approvazione di questo ddl.

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